Il nuovo anno e la lezione del novello Esaù

Redazione Online
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|1 mese fa
 Ansa
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Nume tutelare dell’anno incipiente sia l’anziano signore di Trento che, durante queste feste, si è lacerato l’esofago per aver mangiato un’esorbitante quantità di lenticchie. È risaputo che tale legume adduca guadagno, secondo una superstizione comune (che io sappia) agli acini d’uva o agli arilli del melograno, e chissà che quel signore di Trento non abbia ecceduto sbafandone quantità atte a garantirsi le ricchezze di Creso; è noto altresì come l’avidità di lenticchie abbia un parallelo sottotesto comico, sin dalla pantomima veterotestamentaria in cui Esaù cedette il diritto di primogenitura in cambio di un piatto offerto dal fratello minore. La disavventura del novello Esaù trentino, potenzialmente letale, è finita bene grazie al provvido intervento di un medico richiamato d’urgenza dalle vacanze e ci consente di trarre conseguenze augurali dalla lampante simbologia di questa breve di cronaca: speriamo che il 2026 sia l’anno in cui pensiamo un po’ meno ad accumulare lenticchie e un po’ di più a salvaguardare l’esofago.

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