“Non deve essere stato un percorso facile per la pianista Angela Hewitt, specialista canadese di Bach, seguire le orme di Glenn Gould e cercare di affermare la propria identità. Ma ci è riuscita in modo ammirevole, sviluppando uno stile quasi completamente diverso da quello di Gould”. Nel 2005 così scriveva, sul sul York Times, James Hoestreich. La celebre pianista e le Variazioni Goldberg di Bach saranno protagoniste del concerto che si terrà giovedì 6 marzo (ore 21), nell’Auditorium Giovanni Arvedi nell’ambito della rassegna StradivariFestival - Il Pianoforte.
Maestro, fra Lei e Gould, suo illustre connazionale, non c’è davvero nulla in comune?
«No. Non sono stata influenzata da Glenn Gould e il nostro modo di suonare è estremamente diverso. Certo, era un pianista straordinario e poteva fare qualsiasi cosa volesse; e senza dubbio ha portato le Variazioni Goldberg a un vasto pubblico che altrimenti forse non le avrebbe conosciute all’epoca, nel 1955, quando registrò la sua prima versione. Ma non ho mai aspirato a suonare quest’opera come lui. Da bambina ascoltavo le sua registrazione sul disco a 33 giri, ma le ho sempre trovate un po’ folli....
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