«Tutto ciò che immagino posso realizzarlo al pianoforte»

StradivariFestival - Il Pianoforte: intervista ad Angela Hewitt che suonerà le Goldberg al Museo del Violino

| DI Stefano Frati

«Tutto ciò che immagino posso realizzarlo al pianoforte»
“Non deve essere stato un percorso facile per la pianista Angela Hewitt, specialista canadese di Bach, seguire le orme di Glenn Gould e cercare di affermare la propria identità. Ma ci è riuscita in modo ammirevole, sviluppando uno stile quasi completamente diverso da quello di Gould”. Nel 2005 così scriveva, sul sul York Times, James Hoestreich. La celebre pianista e le Variazioni Goldberg di Bach saranno protagoniste del concerto che si terrà giovedì 6 marzo (ore 21), nell’Auditorium Giovanni Arvedi nell’ambito della rassegna StradivariFestival - Il Pianoforte.
Maestro, fra Lei e Gould, suo illustre connazionale, non c’è davvero nulla in comune?
«No. Non sono stata influenzata da Glenn Gould e il nostro modo di suonare è estremamente diverso. Certo, era un pianista straordinario e poteva fare qualsiasi cosa volesse; e senza dubbio ha portato le Variazioni Goldberg a un vasto pubblico che altrimenti forse non le avrebbe conosciute all’epoca, nel 1955, quando registrò la sua prima versione. Ma non ho mai aspirato a suonare quest’opera come lui. Da bambina ascoltavo le sua registrazione sul disco a 33 giri, ma le ho sempre trovate un po’ folli....
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