Alle 9,41 Papa Leone XIV ha chiuso la porta santa della Basilica di San Pietro che era stata aperta da Papa Francesco la sera del 24 dicembre 2024. È così terminato ufficialmente il Giubileo 2025 dedicato alla speranza. "Si chiude questa porta santa, ma non si chiude la porta della tua clemenza", è stata la formula prevista dal rito. Il Pontefice si è poi avvicinato alla porta santa, si è inginocchiato e, dopo un momento di preghiera silenziosa, ha chiuso i due grandi battenti di bronzo.
La muratura vera e propria della porta avverrà successivamente, in forma privata, tra circa dieci giorni, con un rito diretto dall'Ufficio delle Celebrazioni liturgiche.
Qui Matteo Matzuzzi osserva che la celebrazione è stata organizzata seguendo lo stesso modello monumentale e “gigantico” del Giubileo del 2000, ma in un mondo e in una Chiesa profondamente cambiati. Al di là dei dati, la vera questione riguarda il valore spirituale e sociale dell’Anno Santo oggi, e se la sua riduzione a grande evento con piazze affollate e infrastrutture completate basti a dare senso a una tradizione millenaria nel contesto attuale.
Uno dei messaggi di speranza più forti di questo Giubileo è stato quello del Giubileo dei Giovani. Qui Matteo Matzuzzi raccontava che nonostante la secolarizzazione e l’idea diffusa di una crisi della fede, centinaia di migliaia di giovani da tutto il mondo – molti dei quali nati dopo la morte di Wojtyla – si sono radunando a Roma con entusiasmo e dedizione religiosa, cantando, pregando e partecipando alle veglie con il Papa. Giovani che non sono semplici nostalgici o spettatori di una tradizione, ma che rappresentano una ricerca autentica di fede in un’epoca in cui essa non è più scontata, mostrando che la vitalità religiosa persiste, seppur in forme diverse dal passato.
[[ge:kolumbus:ilfoglio:8481612]]