Thank God accadono nel mondo anche sorprese belle; così prima di saltare tutti in aria per una guerra che s’allarga o per il missile di un proxy iraniano maledetto, si può programmare una capatina al Rijksmuseum di Amsterdam, che di suo non avrebbe bisogno di particolari nuove occasioni. Ma verrà subito esposto al pubblico un capolavoro ritrovato, più che scoperto, dell’immenso Rembrandt, che irradia luce divina già dalla fotografia. Si intitola Visione di Zaccaria nel tempio e ha una storia particolare, che sospettiamo in Italia non sarebbe possibile. Dipinto nel 1633, era di proprietà del Rijksmuseum finché una perizia del 1960 lo declassò a copia, e fu venduto a un privato. Che l’ha custodito gelosamente, finché un erede si è fatto avanti per una nuova valutazione: con tecniche aggiornatissime, è stato riconosciuto dell’autore. Ora andrà in mostra, ma la sua proprietà privata resterà. L’altra bella notizia, simbolica per questi giorni travagliati, è il tema. L’arcangelo Gabriele, nel dipinto solo un raggio di luce, annuncia al sacerdote Zaccaria che lui ed Elisabetta avranno un figlio, Giovanni che sarà il Battista e aprirà la via a Gesù per la pienezza dei tempi.