Non chiederti per chi suona la campanella. Nel nostro sterminato liceo classico a cielo aperto, dove tutti i dibattiti ricordano le assemblee in palestra nei giorni dell’occupazione, essa suona per te. Tra
Di Battista, il belloccio della II A che è stato in vacanza a Mosca (“io la Russia la conosco bene, non è un paese che ha nel dna la conquista di altri territori”) e
Salvini, il ripetente della III C, che propone di sistemare le strade e gli ospedali invece di comprare missili, non si sa chi la spunterà nella gara per essere eletto rappresentante d’istituto. Ma non dovremmo preoccuparci di questi eterni liceali, quanto dei liceali di ritorno, ossia di coloro che credevamo adulti e che si riscoprono adolescenti, da
Michele Serra (guai a buttare quattrini pubblici “nel pozzo infernale del riarmo generalizzato”) a
Massimo D’Alema (“forse avevamo ragione quando, da giovani, urlavamo che l’imperialismo Usa era una barbarie”), per tacere dei tanti prof. di filosofia – da
Cacciari a Di Cesare – che si intruppano con i liceali occupanti.