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Bisogna tenere il tempo musicale ma la durata di tre ore è eccessiva

Se l’inverno sul piccolo schermo è da sempre la stagione dedicata alle fiction, l’estate invece vede come protagonista del palinsesto la musica leggera. Su questa scia Enrico Papi (nella foto), con Tilt - tieni il tempo, torna su Italia 1 con le sue trasmissioni tutte all’insegna del ritmo e dell’allegria.

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Bisogna tenere il tempo musicale ma la durata di tre ore è eccessiva
Se l’inverno sul piccolo schermo è da sempre la stagione dedicata alle fiction, l’estate invece vede come protagonista del palinsesto la musica leggera. Su questa scia Enrico Papi (nella foto), con Tilt - tieni il tempo, torna su Italia 1 con le sue trasmissioni tutte all’insegna del ritmo e dell’allegria. Egli, infatti, prima con Sarabanda andata in onda dal 1997 in più edizioni e più recentemente con Name the Tune – Indovina la canzone, torna a presentarsi al pubblico di Mediaset con i suoi comportamenti da eterno giovane un po’ monello, quasi fosse il capobanda degli alunni nel fare scherzi a compagni e insegnanti. Anche questo suo nuovo programma, dunque, si muove sulla falsariga dei precedenti nel mettere alla prova in giochi divertenti alcuni concorrenti famosi divisi in due gruppi per indovinare il titolo delle canzoni di successo del presente e del passato. Numerose le situazioni esilaranti dovute alla spensieratezza dei personaggi in gara muniti di ironia e autoironia che affrontano con spiccata goliardia le tante sfide. Come recita il titolo, occorre mantenere, anche senza base sonora, il più possibile il tempo della metrica musicale affinché vengano scoperte o cantate senza sbavature le canzoni oggetto delle domande. Lo studio televisivo è tutto un luccichio di fasce di colore che rimandano al clima di un grande luna park. Italia 1 ha scelto di mandare in onda il programma nella prima serata della domenica, dove comunque gli altri canali si affidano, per conquistare il maggior numero di spettatori, a repliche di lusso. Forse la collocazione migliore poteva essere la fascia oraria preserale, dove spesso gli spettatori sono più giovani. L’appuntamento, dunque, con Papi e i volti noti del pubblico dura quasi tre ore, un periodo di certo eccesivo che rischia di annoiare, facendo perdere freschezza rispetto a programmi analoghi. Più che un quiz, il programma appare come una festa tra giovani amici a casa di qualcuno con un karaoke rimaneggiato e alla fine anche un po’ caotico e stancante. In fondo anche quest’appuntamento all’insegna di suoni, parole e tanto buonumore si può considerare come l’ennesima replica di quanto già visto tante volte. Il responso dell’Auditel per la prima puntata gli assegna un discreto 7% di share, non certo esaltante ma neanche indice di un insuccesso. Enrico Papi, da appassionato di musica, riesce a tenere il tempo nel condurre il suo programma, ma quanto si vede e si sente ha un po’ il suono roco del disco rotto che continua a riproporre con lo stesso ritmo l’identica canzone.

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