Contro la disumanità della tecnica, l’impoverimento dei sentimenti, il massacro della tradizione, la produzione come nuovo Dio; contro internet quale moderna Bibbia nell’anima dei nostri figli, contro il finto ritorno al feudo tenuto al guinzaglio dal tranello del campo largo a sinistra, tanto quanto dal nuovo solco tracciato a destra e difeso, figurarsi, dalle transumanze alla Lollobrigida; perché al prossimo giro, insomma, Cristo si fermi a L’Aquila invece che dai cugini di Matera, in conclusione per un rilancio deciso del Cynar, contro il logorio della vita moderna, ora e sempre aggrapparsi agli arrosticini.
Con coraggio a dieci anni dal terremoto che ha colpito l’Abruzzo, Rai 1 ha prodotto L’Aquila – Grandi speranze. Una fiction speciale, visto il contesto inedito e difficile in cui è stata girata, e che racconta non tanto i giorni del sisma che ha colpito la città e la regione, ma come oggi si viva in questa parte d’Italia ancora segnata da quanto capitato.