Proprio il titolare della Farnesina, in un'intervista alla Stampa, si dice soddisfatto di quanto fatto finora dal governo: “Siamo in prima linea”. Tajani si sta recando in queste ore a New York, per l'assemblea speciale dell'Onu organizzata a un anno dall'inizio dell'invasione russa. A conferma di come il lavoro sia tutto meno che finito: anzi, “non è in discussione che andremo avanti, incrementando la fornitura”, dice il ministro.
Ma quali siano concretamente i prossimi passi da compiere non è ancora del tutto chiaro: il governo ci sta ragionando. Così se Tajani esclude il possibile invio di caccia italiani – “Mi pare praticamente impossibile” – il suo viceministro Edmondo Cirielli, in quota Fratelli d'Italia, pare più fiducioso: “Sui caccia bombardieri Amx si può avviare una discussione”. Il problema non è infatti solo l'addestramento dei piloti: resta sempre la necessità di coordinare ogni operazione con i paesi alleati. “
Non ha senso consegnare agli ucraini modelli diversi”, avvisa il ministro. Per favorire la convergenza fra i vari stati europei in materia di armi, si era parlato la scorsa settimana a Bruxelles
della possibilità di utilizzare un programma di acquisti comuni per le munizioni, analogo a quello usato con i vaccini contro il Covid. Tajani, anche in questo caso, rimane cauto: “
Serve un ragionamento sulla capacità produttiva dell'industria italiana”. Promettendo però che “faremo quello che possiamo”.
Non si tratta solo di armi. In gioco c'è anche l'ostico tema della ricostruzione economica e sociale dell'Ucraina: “Vogliamo essere protagonisti”, afferma Tajani. Il quale annuncia “un evento per presentare un piano e coinvolgere il maggior numero possibile di imprese”: la conferenza si terrà a Roma, nelle prossime settimane. Stavolta c'è sintonia con il suo vice: “Siamo pronti a dare un grande contributo”.
Di tutto questo parlerà la premier oggi con Zelensky. Mentre corrono le voci su un nuovo decreto – sarebbe il settimo – attraverso cui garantire una ulteriore fornitura di armi. Ma bisognerà aspettare l'esito dei colloqui fra i due leader per avere elementi più concreti, per capire i modi e i tempi della manovra.