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Tra un po’ di fretta realizzativa e un po’ di faciloneria nei rapporti internazionali e nella definizione delle regole da applicare e il progetto italo-albanese per il trasferimento dall’Italia all’Albania di una quota (peraltro minima) di persone che migrano lungo le rotte mediterranee trova una veloce bocciatura da parte della magistratura. La motivazione è fondata, secondo le leggi e gli accordi internazionali, ma letta con attenzione comporta anche l’inapplicabilità nella vita reale, nelle ordinarie relazioni tra stati, di quelle leggi e quei regolamenti internazionali. Con la totale frustrazione di ogni tentativo di gestire gli arrivi non autorizzati e, di fatto, con l’impossibilità di affrontare politicamente e realisticamente il fenomeno delle migrazioni. Il ministro Matteo Piantedosi già parla di ricorso e
fa sapere che il governo intende arrivare, se necessario, fino alla Cassazione.
Stellantis deve avere qualche problema di rapporti sindacali, se negli Usa è dovuta intervenire la Casa Bianca per chiedere al gruppo di rispettare gli impegni presi con i lavoratori americani e in Italia da tempo c’è una convergenza tra maggioranza e opposizione per fare pressione sulla multinazionale italofrancese (ma molto francese) perché faccia più investimenti e dia più garanzie. Il tema è complicato dalla confusa strategia europea per la transizione energetica nella mobilità e da qualche eccesso di tatticismo dell’amministratore delegato Carlos Tavares. A Roma e in altre città italiane
c’è stata una forte protesta e la partita sembra appena cominciata.
I delegati dalle fabbriche.
La manifestazione