Il mercato del lavoro continua a dare notizie positive. Secondo l’ultimo report dell’
Istat, ad agosto gli occupati sono aumentati di 45 mila unità rispetto a luglio, raggiungendo quota 24,8 milioni.
L’incremento riguarda soprattutto i dipendenti permanenti (+75 mila) e in misura inferiore di dipendenti a termine (-18 mila), mentre sono in calo gli autonomi (-48 mila). Rispetto all’anno scorso, l’incremento è di 494 mila occupati, così composto: +516mila permanenti, -144mila a termine, +123mila autonomi. Ci sono importanti progressi anche sul fronte dell’occupazione femminile, che nell’ultimo anno ha superato i 10 milioni di unità, e dei giovani: per la prima volta la disoccupazione giovanile scende sotto il 20 per cento. Certamente restano delle criticità: al nord il tasso di occupazione è 3-4 punti punti più alto che al centro e circa 20 punti più alto che al sud; il tasso di occupazione femminile è 17 punti inferiore a quella maschile, molto lontano dalla media Ue; il tasso di occupazione giovanile è 15 punti inferiore alla Francia e 30 alla Germania. Diminuiscono gli autonomi, ma si tratta di una tendenza di lungo period,o in un paese che ha un’incidenza di autonomi sul totale degli occupati 7 punti sopra la media europea: il travaso verso il lavoro dipendente, soprattutto se a tempo indeterminato, non è negativo.