Scissione? “Abbiamo già dato”, ironizza la presidente della Sardegna
Alessandra Todde in riferimento all’espulsione de facto del fondatore
Beppe Grillo. Le parole di
Chiara Appendino agitano il Movimento 5 stelle. Martedì sera durante l’assemblea dei gruppi pentastellati di Camera e Senato l’ex sindaca di Torino, dopo l’ennesima batosta alle regionali,
ha chiesto di “rimettere in discussione temi e alleanze”. A partire da quella con Pd e Avs. Per dare una scossa Appendino ha fatto sapere di essere anche pronta a dimettersi. Ma se l’ex sindaca ha dentro il M5s delle sue truppe non si vedono. Sono come la shadow unit di Hamas, invisibili. Ma, in questo caso, un po’ meno efficaci nel far fuori i nemici. L’unico a parlare dunque è l’ex ministro
Danilo Toninelli, ancora membro del collegio dei Probiviri del Movimento, ma di fatto ormai fuori dal partito:
“Chiara Appendino ha messo in discussione la linea politica di Conte: finalmente qualcuno lo fa, peccato che sia troppo tardi”. Dietro all’apparente silenzio comunque c’è chi ascolta con attenzione.
La linea di Appendino d’altronde è anche quella di un’altra ex sindaca, Virginia Raggi, da sempre contraria all’alleanza organica con il Pd. La questione è molto sentita. Cosa fare con le alleanze? La Toscana, dove la candidata di Potere al popolo Antonella Bundu ha probabilmente drenato un pezzo dei consensi pentastellati ridotti ormai a poco più del 4 per cento ha riacceso dubbi e timori.
Tra i parlamentari contiani però è tutto un ridimensionare. Un ridurre le parole di Appendino a una normale dialettica di partito. Dice la deputata
Vittoria Baldino: “Chiara poneva un tema di postura, di come si sta in un’alleanza, non l’ha messa in discussione”. Aggiunge il capogruppo a Montecitorio Riccardo Ricciardi: “Ma quale minacce di dimissione, c’è stato solo un normale dibattito”. Della serie: Chiara non vuole rompere le alleanze, è stata fraintesa.