Familiari e amici della ragazza potranno quindi salutarla per l’ultima volta nella chiesa dei Santi Angeli Custodi a Borgotrebbia, a un anno di distanza da brutale omicidio, confessato da Sebastiani, il quale, dopo averla strangolata, ne aveva nascosto il cadavere tra i boschi e si era dato alla latitanza per 13 giorni.
L’uomo sarà giudicato con il rito abbreviato, che prevede l’assenza di dibattimento in aula e lo sconto di un terzo della pena, procedimento subordinato all’espletamento di una perizia che accerti le capacità di intendere e di volere dell’uomo al momento del fatto.