Attaccare il governo sulla riforma fiscale non è una grande strategia di opposizione
Giuseppe De Filippi
03/14/2024

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Attaccare il governo perché starebbe mollando sul fronte fiscale, sia sull’accertamento sia sulla riscossione, non sembra una grande strategia di opposizione. Intanto perché non è vero e poi perché non ci sono in giro tifosi delle tasse ma solo contribuenti comunque messi alla prova dalla alta imposizione italiana. Il governo, semmai, sta rendendo più veloce il recupero delle somme dopo l’iscrizione a ruolo delle cartelle e sta dando all’agenza della riscossione più poteri per azioni di recupero, dai pignoramenti ai fermi amministrativi. Mentre si riducono le sanzioni per riportare nella legalità (e soprattutto in un rapporto serio con il fisco) chi non riesce, per mille ragioni, a far fronte ai pagamenti. Nello stesso tempo, con la delega, stanno nascendo anche strumenti di dialogo tra le piccole imprese (le grandi non riescono a evadere, in caso scappano proprio o spostano la sede), i lavoratori autonomi a partita Iva e il fisco. Accordi preventivi sulla propria capacità contributiva, in cui però gioca un ruolo molto rilevante la possibilità di conoscere molto o forse tutto della situazione finanziaria delle persone da parte dell’agenzie delle entrate grazie all’uso di sistemi informatici avanzati. Insomma, ci sono tentativi e passi avanti, e denunciare un condono generalizzato (che non c’è) non sembra un modo efficace per contrastare il governo.
Le tre "cose" principali
Fatto #2
Oggi in pillole


