Dalle esperte sulle donne all’Unrwa, l’Onu sempre più schierato contro Israele
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Issam Rimawi/Anadolu via Getty Images <br />
Finalmente l’Onu condanna i crimini sessuali. Contro Israele? No, da parte di Israele. Esperte delle Nazioni Unite, note per le loro opinioni anti-israeliane, accusano le forze militari israeliane di aver commesso crimini contro donne e ragazze palestinesi, inclusi stupri. “Siamo scioccati dalle notizie sugli attacchi deliberati e sull’uccisione extragiudiziale di donne palestinesi”, hanno detto le esperte.
Hamas ieri ha inneggiato alla dichiarazione delle esperte delle Nazioni Unite. Israele ha risposto che sono accuse false da parte di personalità note per la militanza contro lo stato ebraico. Una “solo giorni fa ha legittimato il massacro del 7 ottobre”, ha detto Israele, e un’altra “ha pubblicamente messo in dubbio le testimonianze delle vittime israeliane di violenza sessuale e di genere”.
Anche il relatore speciale delle Nazioni Unite sulla violenza contro le donne e le ragazze, la giordana Reem Alsalem, ha firmato la dichiarazione degli esperti. A dicembre, il Jerusalem Post ha riferito che Alsalem aveva liquidato come “disinformazione” le notizie di stupri e abusi sessuali sulle donne da parte di Hamas.
Intanto Israele diffondeva le foto dei dipendenti dell’agenzia Onu per i palestinesi, Unrwa, mentre prendevano parte al massacro del 7 ottobre. Trenta in tutto, non più dodici, come si era detto inizialmente.
Il ministro della Difesa di Israele, Yoav Gallant, ha svelato l’identità dei membri del personale delle Nazioni Unite che “hanno partecipato attivamente” all’attacco di Hamas.
“Oltre a questi dodici operatori, abbiamo indicazioni basate sull’intelligence, secondo cui oltre trenta dipendenti dell’Unrwa hanno partecipato al massacro, hanno facilitato la presa di ostaggi, hanno saccheggiato e rubato nelle comunità israeliane e altro ancora”, ha detto Gallant ai giornalisti. Dei tredicimila dipendenti dell’Unrwa a Gaza, almeno il dodici per cento è affiliato a Hamas e Jihad islamica palestinese (Pij). “Si sa che 1.468 lavoratori sono attivi in Hamas e nella Pij. Inoltre, 185 operatori dell’Unrwa sono attivi nel braccio militare di Hamas e 51 sono attivi nel ramo militare della Pij”, ha concluso Gallant.
“La Mezzaluna Rossa palestinese ha avuto un ruolo attivo nei massacri del 7 ottobre”. L’ambasciata d’Israele presso la Santa Sede ieri ha affidato ai social un messaggio polemico (stavolta nemmeno troppo velato) nei confronti di Papa Francesco che ha ricevuto in udienza Younis Al Khatib, presidente della Mezzaluna Rossa Palestinese, l’organizzazione umanitaria che fa parte del movimento internazionale della Croce Rossa. Dopo le polemiche dei giorni scorsi con l’ambasciatore Raphael Schulz sull’andamento della guerra e le parole di Pietro Parolin, i rapporti tra Vaticano e Israele sono di nuovi ai minimi storici. Israele ha postato il filmato ripreso il 7 ottobre, la mattina del pogrom, al valico di Erez, l’unico passaggio pedonale tra Gaza e Israele, in cui un terrorista di Hamas ferito viene tratto in salvo ed evacuato su una ambulanza della Mezzaluna Rossa che, come mostrano le immagini, faceva parte del piano operativo dell’attacco. Il Sottosegretario generale dell’Onu e capo dell’agenzia “UN Relief” Martin Griffiths intanto a Sky News dichiarava che non considera Hamas un gruppo terroristico.
Il 7 ottobre, oltre al confine sud d’Israele, sembra che sia crollato anche l’alibi umanitario.