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Preghiera

Tra pro Bezos e anti Bezos, la terza via: Pellestrina

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Tra pro Bezos e anti Bezos, la terza via: Pellestrina
Foto di Paolo Monti (WikiCommons)
C’è una Venezia pro-Bezos, c’è una Venezia anti-Bezos, io sogno la remota e silenziosa Venezia a-Bezos. Che, anche se non sembrerebbe, esiste e si chiama Pellestrina. Voglio andare in quest’isola lunga e stretta fra la laguna e il mare dove tutti si chiamano Vianello (Raimondo ed Edoardo derivano da qui) e dove tutti mangiano le cozze: i famosi peoci. Credo che a Pellestrina, ignorata dai Sì Bezos e dai No Bezos per il suo essere indiscutibilmente fuori mano, priva di piazze e campanili da profanare, si possa sperare di mangiare qualcosa di veneziano molto più che a Rialto.
Io non scambierei una spadellata di cozze Mitilla, il produttore eminente del posto, con l’intero menù turistico (da turisti ricchi ma comunque turisti) del party Bezos, una caricatura di gastronomia tricolore a base di pizza napoletana, spaghetti sorrentini, dolcetti amalfitani, con lo stesso effetto straniante dei gondolieri che cantano “’O sole mio” (i No Bezos protesteranno anche contro di loro? Anche i gondolieri contribuiscono al degrado di Venezia, alla sua riduzione a scenografia). Il Riccone e la Pacchiana da una parte, i Soliti Comunisti dall’altra, ma per fortuna Venezia non è solo questo, per fortuna c’è una terza possibilità: Pellestrina.