“I problemi che abbiamo tutti osservato nella gestione degli ultimi anni, tra ricorsi e clamorosi ritardi nell’esecuzione degli interventi avrebbero suggerito la massima cautela e attenzione nel pensare al bando futuro. Così non è stato – si legge ancora nel comunicato -. La mancata previsione della clausola del 30% di presenza di lavoratori svantaggiati, norma di civiltà fortemente voluta dalle organizzazioni sindacali e sempre prevista in passato e che può qualificare anche dal punto di vista sociale le attività appaltate dal Comune, è un pessimo segnale che denota scarsa attenzione anche verso il personale ad oggi impegnato che rischia di non avere la conferma del proprio posto di lavoro”.
Analoga posizione da parte di Legacoop Emilia Ovest, che “esprime sorpresa e rammarico per l’uscita del bando del verde del Comune di Piacenza che vede disattesa l’attività d’inserimento lavorativo dei soggetti disabili e fragili. Sorpresa perché questa scelta interrompe, nella attività in oggetto, lo storico protagonismo in questa attività di soggetti fragili. Rammarico perché nega il ruolo della cooperazione sociale d’inserimento nella coesione sociale del territorio e nel riscatto sociale dei soggetti deboli. Paragonare gli inserimenti lavoratori delle persone disabili e fragili al collocamento mirato, vuol dire non conoscere l’attività delle cooperative sociali del territorio che si occupano a 360° delle persone inserite”.