A firmare la lettera sono Legambiente Piacenza, Italia Nostra, FATe, Laboratorio Popolare per la Cultura e per l’Arte, Attac Italia PC, cittadini firmatari del ricorso e i cittadini del presidio di Piazza Cittadella. Ecco uno stralcio.
“Se lei è triste – si legge nella missiva – anche noi lo siamo, insieme a tanti cittadini che hanno spontaneamente e convintamente aderito al presidio di piazza Cittadella e ai più di 30.000 che hanno firmato la petizione on line e su carta. Siamo tristi per l’ostinazione con cui vuole – a dispetto dei santi – eliminare un patrimonio arboreo così prezioso per il centro storico e portare avanti un progetto di parcheggio interrato che era già anacronistico 12 anni fa ma che oggi è addirittura irricevibile, sotto il profilo ambientale, culturale ed economico. Siamo tristi perché con la sua ostinazione è riuscita nell’intento che ogni sindaco dovrebbe rifuggire, cioè dividere la cittadinanza anziché unirla su progetti partecipati e condivisi”.
Secondo i firmatari della lettera “c’è un solo modo per diradare la tristezza e ridare dignità che l’istituzione comunale merita; quello di resettare la procedura (gli strumenti ci sono) e di avviare un cantiere di partecipazione per una reale e più adeguata riqualificazione di Piazza Cittadella, forse la più amata dai piacentini non solo per i monumenti storici che la adornano ma per le testimonianze di vita che ne segnano la memoria. Chiediamo pertanto all’amministrazione di far sospendere l’approntamento del cantiere perché, a seguito dell’ordinanza del giudice – per la stessa ammissione della sindaca – l’opera non è oggi attuabile”.