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editoriali

Papa Francesco sulla maternità surrogata: “Proibire la pratica a livello universale"

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Papa Francesco sulla maternità surrogata: “Proibire la pratica a livello universale"
 ansa
C’è un passaggio dell’ampio discorso tenuto dal Papa al Corpo diplomatico che faticherà a trovare spazio sulla grande stampa mainstream, quella che loda il Papa quando parla di Cop28 e cita i documenti dell’Onu sull’emergenza climatica. Tra un capitolo su Gaza e una parentesi sull’Ucraina, Francesco ha infatti detto di ritenere “deprecabile la pratica della cosiddetta maternità surrogata, che lede gravemente la dignità della donna e del figlio. Essa – ha aggiunto il Papa – è fondata sullo sfruttamento di una situazione di necessità materiale della madre. Un bambino è sempre un dono e mai l’oggetto di un contratto”. Ragione per cui, “auspico un impegno della Comunità internazionale per proibire a livello universale tale pratica”.
In più, ha sottolineato Bergoglio, “in ogni momento della sua esistenza, la vita umana deve essere preservata e tutelata, mentre constato con rammarico, specialmente in occidente, il persistente diffondersi di una cultura della morte, che, in nome di una finta pietà, scarta bambini, anziani e malati”. Ma non è tutto, perché Francesco tocca anche il tema “nuovi diritti non pienamente consistenti rispetto a quelli originalmente definiti e non sempre accettabili”. Nuovi diritti che, ha detto il Papa, “hanno dato adito a colonizzazioni ideologiche, tra le quali ha un ruolo centrale la teoria del gender, che è pericolosissima perché cancella le differenze nella pretesa di rendere tutti uguali”. Colonizzazioni che “anziché favorire l’edificazione della pace” non fanno altro che provocare “ferite e divisioni tra gli stati”. Non è certo la prima volta che Francesco usa toni come questi, lo fa fin dal principio del pontificato. Durante il viaggio nel Caucaso, nel 2016, arrivò a definire il gender “una bomba atomica contro il matrimonio”. Ma l’eco fu scarsa. Chissà se almeno sulla pratica della maternità surrogata il canovaccio sarà un po’ diverso.