Foto di Chris Kleponis, via Ansa<br /> <br />
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Fin qui tutto abbastanza lineare e, a quanto pare, anche abbastanza efficace, almeno stando all’apertura della Borsa di New York, molto meno concitata e drammatica di quanto si temesse. Non è solo Biden a dare la linea ai mercati, ma usando le sue uscite pubbliche si ha un quadro sintetico di come l’Amministrazione e anche il grande business negli Stati Uniti stiano reagendo a una situazione complessa, in cui è molto importante l’azione tempestiva e credibile. Ma il problema potrebbe non essere confinato in qualche banca troppo spericolata o troppo esposta alla svalutazione dei titoli del tesoro in portafoglio. La questione dei tassi di interesse e quindi dell’orientamento di Fed e Bce è mondiale e le conseguenze di ulteriori rialzi, perfino maggiori delle attese, sono imprevedibili. Tanto da far ritenere a qualcuno che l’inflazione non sia il peggiore dei problemi in questa fase.
Le tre "cose" principali
Fatto #1
Il governo vede manovre internazionali, guidate dall’onnipresente gruppo Wagner, per aumentare il numero di migranti in partenza verso le coste italiane. Antonio Tajani, ministro degli Esteri, chiede un coinvolgimento di tutta l’Ue sul tema. Guido Crosetto chiama in causa la Nato, immaginando una forma di pressione di tipo strategico sull’Italia da parte di chi può gestire, all’estero, il traffico migratorio. Giorgia Meloni oggi si è trovata seduta vicino al cardinale segretario di stato Pietro Parolin (portatore di una linea molto equilibrata su accoglienza e migrazioni)