Un po' di pasticcio e un po' di scelta tattica (di breve respiro) per la campagna referendaria sulla giustizia. Il governo poteva provare a correggere alcuni aspetti della delibera e di altri provvedimenti che riguardano il Ponte sullo Stretto, ma non lo ha fatto. Mentre il parere negativo espresso ieri formalmente dalla Corte dei Conti è sembrato un buon bersaglio polemico per sostenere la necessità di riformare la giustizia. A caldo lo hanno detto esplicitamente Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Matteo Salvini. Il giorno dopo le cose sembrano un po' riaggiustarsi.
Il governo chiarisce che il giudizio della Corte non ferma il progetto ma obbliga solo a rinnovarne le motivazioni. L'occasione può essere buona anche per qualche correzione.
Da un po' di giorni (
il Foglio lo ha notato) Putin sta facendo circolare notizie false su vittoriosi progressi sul campo e notizie esagerate su armi sempre più efficienti.
Sono operazioni di propaganda molto sospette e forse segnalano debolezze inconfessabili, anche grazie a effetti molto rilevanti di sanzioni e attacchi mirati alle infrastrutture energetiche.