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Di cosa parlare stasera a cena

Lo scontro tra Lega e Anac e un referendum sulla riforma Calderoli

Lo scontro tra Lega e Anac e un referendum sulla riforma Calderoli
Il presidente dell'Autorit&agrave; nazionale anticorruzione Gabriele Busia (LaPresse)&nbsp;<br />
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L’Anac è una creatura peculiare dell’assetto istituzionale e regolatorio italiano e lo è diventata ancora di più col tempo, con il passare dei pochi anni dalla sua fondazione nel 2009. Recentemente, più volte, Sabino Cassese (i cui occhi vedrete accendersi in un lampo di antipatia e fastidio quando parla di Anac) ha preso la questione di petto e ha indicato nell’Anac uno dei principali punti di debolezza del processo decisionale e dell’attuazione dei progetti di investimento in Italia. In più interventi, ancora più recentemente, ha criticato il codice degli appalti, quello in via di rielaborazione, proprio perché “scritto sotto dettatura dell’Anac”. Il punto è che l’autorità ora guidata da uno strabordante Giuseppe Busia ha preso l’abitudine di entrare in tutte le fasi della decisione pubblica, dall’elaborazione legislativa fino alla decisione operativa, dall’attuazione fino ai controlli regolatori e a quelli a consuntivo. L’Anac così supera altre competenze, fa confusione, commissaria politica e amministrazione. Il tutto in cambio di nulla, perché non si ha né la garanzia di maggiore legittimità né quella di accelerare la realizzazione dei progetti. Oggi, dopo 48 ore di martellamento contro il nuovo codice appalti (punto dolente per lesa maestà) da parte di Busia è arrivato finalmente un richiamo duro, non dal governo, e dispiace, ma dalla Lega, quindi da una parte della maggioranza, in appoggio anche all’iniziativa sul codice appalti avviata da Matteo Salvini. Busia si è sbrigato a riportare le sue parole a un tasso minore di conflittualità. Se ieri aveva parlato delle nuove norme come perfetta occasione offerta ai sindaci per regalare appalti a parenti e per fare scambi con l’elettorato, oggi ha definito i sindaci quasi eroi, che prendono grandi responsabilità a fronte di un’esigua indennità monetaria. Per la Lega è stato sufficiente per dichiarare chiuso il caso. Ma chiaramente si tratta di una tregua e il ministro e i suoi fanno capire che non accetteranno la tutela dell’Anac e che, perciò, si torneranno a vedere polemiche come quella di oggi

Le tre "cose" principali

Fatto #1

Fatto #2

Fatto #3

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