All’incontro parteciperà, oltre all’autore, il trapper Rico, all’anagrafe Federico Amendola, 19 anni, operaio di Gossolengo con il sogno della musica, “perché la musica mi ha salvato”, spiega. Sarà lui sul palco di giovedì sera a dedicare agli amici quel freestyle scritto di getto appena ricevuta la telefonata a cui continuava a rispondere “no, vi sbagliate, li ho sentiti pochi giorni fa, non sono morti”.
Il testo è stato cantato anche durante la sepoltura di William Pagani e Domenico Di Canio, al cimitero diCastelsangiovanni. E ora Rico, che aveva conosciuto anche Costantino Merli quando aveva solo 14 anni, lo riporterà con un respiro profondo alle Rotative: “Quel che sono lo devo a loro. A tutti vorrei dire di vivere. Ogni giorno come fosse l’ultimo. Io non rinuncio ai miei sogni. Glielo devo”.