Ci si ammala da giovani. La fascia d’età in aumento è quella tra i 25 e i 49 anni. Parliamo dei tumori al colon-retto, al centro della nuova puntata di “Star bene”. La trasmissione in onda su Telelibertà e condotta dalla giornalista Marzia Foletti ha messo sotto i riflettori un tumore che è tra i più comuni in tutto il mondo, ma che grazie ai progressi nella diagnosi precoce e nelle terapie risulta con una mortalità in diminuzione.
“La tecnologia è sempre in evoluzione – sottolinea l’oncologoLuigi Cavanna – per questa patologia è fondamentale lo screening, ma anche un comportamento alimentare corretto dato che fra i fattori a rischio ci sono il sovrappeso e il consumo di alcol”.
La puntata ha preso in esame la colonscopia tradizionale e quella virtuale:
“La colonscopia tradizionale è una metodica diagnostica invasiva che ci permette di osservare la cavità intestinale del tratto digestivo inferiore attraverso uno strumento flessibile con una fibra ottica – spiega Luigi Conti, specialista di chirurgia generale – endoscopia della Casa di cura Piacenza – è indicata in presenza di sintomi di allarme come anemizzazione, sanguinamento o calo ponderale”.
“I risultati anomali potrebbero essere quelli di un carcinoma del colon o un polipo in via di trasformazione che poi eliminato viene sottoposto a sorveglianza endoscopica – sottolinea il collega Raffaele Conti, medico radiologo – diverso è il caso del carcinoma”.
“La colonscopia virtuale – gli fa eco la collega Elena Ciortan, responsabile del Servizio di Diagnostica per Immagini – è una metodica non invasiva che va a valutare l’intestino attraverso le immagini ottenute con la tomografia computerizzata e poi rielaborate con un software dedicato in modo da poter simulare una navigazione virtuale all’interno del lume intestinale”.
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