G. Tiepolo, <em>Eliseo e i fanciulli aggrediti dagli orsi</em>, 210.0x115.0, Oratorio Purità Udine (Wikipedia Commons)
Si portino i fanciulli a visitare l’oratorio della Purità, a Udine. E’ una delle chiese più integre ed esteticamente omogenee che conosca. Ci hanno lavorato insieme, a metà Settecento, Tiepolo padre e figlio, il famosissimo Giambattista e l’appena noto Giandomenico. Io che sono ipersensibile alla decadenza preferisco il figlio, più inquieto, più inquietante, evidentemente presago della Finis Venetiae (morì nel 1804, visse l’abdicazione dell’ultimo doge). Si portino i fanciulli a vedere “Eliseo e i fanciulli sbranati dagli orsi”, a sinistra appena entrati. Non c’è niente di ovvio su quella parete. Rara la tecnica: affresco monocromo con sfondo oro. Rarissimo, comprensibilmente rarissimo, il soggetto: il profeta Eliseo che in nome di Dio maledice 42 ragazzi maleducati, tutti e subito divorati da due orse sbucate dal bosco. E’ un episodio del Secondo libro dei Re e suona non da oggi incredibile: il profeta lancia la sua terribile maledizione perché i ragazzi (o ragazzetti, o fanciulli, o addirittura bambini, dipende dalle traduzioni) lo sbeffeggiano, lo chiamano “calvo”, e Dio scatena le orse. Non invidio i teologi che provano a spiegare il fatto... Si portino i fanciulli a visitare l’oratorio della Purità: impareranno qualcosa su Dio e qualcosa sugli orsi (stanno per uscire dal letargo, bisogna ricordarne la ferocia).
Due ragazze morte, ancora disperso il loro amico. il ministro Musumeci chiede una relazione dettagliata sui tempi di intervento. Patrizia, una delle vittime, avrebbe chiamato 4 volte il 112