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è cominciato il ritiro da Washington (e da Mar-a-Lago) di Elon Musk. Dice di voler restare altri 5 anni alla guida della Tesla e soprattutto sembra proprio scocciato con il mondo trumpiano. Gli hanno chiesto finanziamenti per le campagne elettorali di medio termine ma ha detto che non ne può più di dare soldi a politici. Il suo pseudo dipartimento amministrativo non ha ottenuto risultati apprezzabili e sta affondando tra contestazioni interne, ricorsi e perdita di entusiasmo. Lui stesso si fa vedere sempre meno sulla scena politica.
I
governi italiano e francese infuriati con Israele
per i colpi che hanno messo in pericolo una missione diplomatica internazionale in Cisgiordania. Entrambi i paesi convocano l’ambasciatore israeliano. Mentre da giorni è cambiato il tono degli europei, Italia compresa, verso il governo israeliano, ora apertamente contestato. Ma nessuno sa dare risposte politiche o strategiche al dramma del conflitto tra israeliani e palestinesi o tra israeliani e Hamas (in azione su mandato iraniano). Gli europei innalzano principi ma non hanno idee concrete da offrire. Il governo israeliano e il suo esercito sono costretti dagli eventi ad affrontare un destino tragico, ma almeno lo fanno senza nascondersi dietro a invendibili moralità.
E c’è la gara tra i partiti italiani a chi è più
anti-Israele.
Ma sono più interessante le proteste contro Hamas a
Gaza.