Ci mancava l’ennesimo “grido di dolore per gli ulivi di Puglia”. Sono dieci anni che si odono grida, prima di protesta contro il piano di contenimento della
Xylella, e ora di disperazione per le decine di milioni di ulivi seccati dal batterio. Sul
Corriere della Sera, Gian Antonio Stella ricostruisce questa drammatica storia italiana deridendo il grillino Lello Ciampolillo che proponeva “rimedi estrosi” e i complottisti che ipotizzavano un piano diabolico delle multinazionali dietro l’epidemia. C’è poi un richiamo alle responsabilità della politica – poteva mai esimersi l’autore de “La casta”? – individuate nelle scelte della ministra dell’Agricoltura dell’epoca, Nunzia De Girolamo, e ora nell’inattività di Giorgia Meloni e Francesco Lollobrigida. Una ricostruzione sballata. Innanzitutto, perché la De Girolamo con questa storia c’entra poco o nulla. In secondo luogo perché Stella, dopo aver preso in giro il grillino Ciampolillo, prende sul serio il docente
Cristos Xiloyannis, già punto di riferimento degli stessi complottisti e sostenitore della tesi che gli ulivi si curano con rimedi naturali e che si può convivere con la malattia.