Ha guadagnato rapidamente il centro del dibattito elettorale in vista del voto del tre giugno, in un Paese già profondamente turbato dalla rocambolesca legge marziale, proclamata e precipitosamente ritirata nel giro di sei ore a dicembre dall’ormai ex presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol. Quale destino attende l’esercito di Seul? Attraverso quali riforme deve passare per reggere la sfida della sicurezza nazionale nel Paese asiatico che, tecnicamente, è ancora in guerra con il suo vicino, la Corea del Nord?
Il Paese fatica a mantenere le sue forze armate al completo. Secondo Choi Byung-ook, professore di sicurezza nazionale presso l'Università di Sangmyung, "il ridimensionamento delle forze sarà inevitabile". Nel 2022, il numero di militari è sceso per la prima volta al di sotto della soglia delle 500.000 unità. Al contrario, la Corea del Nord ha mantenuto una forza di circa 1,28 milioni di effettivi, e si prevede che la forbice si allargherà ulteriormente.
I numeri sono impietosi. Nel 2017, l'esercito sudcoreano contava 620.000 militari in servizio attivo, numero che è sceso a 500.000 nel 2022. In futuro, per mantenere lo stesso livello di truppe,
la Corea del Sud dovrà arruolare 200.000 soldati ogni anno. Con il calo demografico, solo 125.000 uomini saranno però disponibili per difendere la nazione nei prossimi 20 anni.Ma non basta. Il Paese si trova ad affrontare anche una forte carenza di ufficiali e sottufficiali. Gli obiettivi di reclutamento non sono stati raggiunti, poiché nel 2023 mancavano 550 ufficiali e 4.790 sottufficiali. “La crisi di fidelizzazione nell'esercito ha ulteriormente aggravato la situazione. Secondo i dati, il numero di ufficiali che abbandonano prematuramente l'accademia militare è aumentato: 122 ufficiali hanno lasciato l'accademia nel 2024, contro i 48 del 2023, un aumento di 2,5 volte”.
Quali sono le ricette in campo dei principali candidati alla presidenza? Lee Jae-myung, favorito del Partito Democratico di Corea, ha proposto un "sistema di volontariato selettivo". Secondo il suo piano, i coscritti potrebbero scegliere tra il servizio militare standard e ruoli tecnici specializzati. Lee sostiene che negli scenari moderni sia priorità la competenza rispetto al numero. Tradotto: serve un numero di militari di leva più ridotto, supportato da un corpo più cospicuo di sottufficiali e tecnici specializzati.
La proposta di riforma del suo rivale, il governatore della provincia di Gyeonggi Kim Dong-yeon, è ancora più radicale. L’obiettivo è arrivare a un esercito completamente volontario entro il 2035, con tutte le posizioni aperte a entrambi i sessi. Secondo il Korea Times, Kim presenta il suo piano non solo come un salto nella riforma della difesa, ma anche come un'iniziativa per l'occupazione giovanile, prevedendo che potrebbe creare fino a 80.000 nuovi posti di lavoro.