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Quanto mi prostra la ristorazione italiana, nemica dei territori e della lingua

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Quanto mi prostra la ristorazione italiana, nemica dei territori e della lingua
Foto di Tim Mossholder su Unsplash&nbsp;<br />
Dov’è che si presentano le dimissioni da critico dei ristoranti? Da oggi vorrei fare il critico solo degli ingredienti, è possibile? Gli ultimi due pranzi mi hanno disgustato. Vado in un ristorante e mi portano l’acqua della multinazionale Nestlé (ovvero Panna e San Pellegrino) e nei locali pretenziosi questo accade spesso e mi dà sempre fastidio (voglio l’acqua della fonte più vicina, non altri camion in autostrada a portar bottiglie da un capo all’altro dell’Italia) ma stavolta mi ha gettato nello sconforto perché ho appena saputo della crisi delle acque minerali del vicino Vulture, e di licenziamenti in famiglie che conosco. Vado in un altro ristorante, scelto perché dichiaratosi tradizionale, e trovo la parola “crumble” nella descrizione di quasi tutti i piatti, antipasti, primi, secondi, dolci… Già le briciole mi piacciono poco, non essendo un piccione, e se poi le chiami in inglese vuoi proprio farmi disperare. La ristorazione italiana, sempre più nemica dei territori e della lingua, anziché ristorarmi mi prostra: prego affinché mi vengano risparmiati altri pranzi avvilenti, prego di essere capace di starmene un po’ a casa.