Alle nove del mattino di quarantacinque anni fa, il presidente della Democrazia cristiana Aldo Moro veniva rapito da un comando delle brigate rosse in via Fani, nel quartiere Trionfale a Roma. Moro si stava recando in Parlamento, per votare la fiducia al nuovo governo di Giulio Andreotti, dove per la prima volta sarebbero dovuti entrare anche i deputati del Partito comunista italiano di Enrico Berlinguer. L'auto di Moro sbatté con una Fiat 128 che gli aveva tagliato la strada: seguirono spari che uccisero sul colpo gli agenti Giulio Rivera e Raffaele Iozzino. Poco dopo sarebbero morti il vicebrigadiere Francesco Zizzi, l'appuntato Domenico Ricci e il maresciallo Oreste Leonardi, che si trovavano nell'automobile. Il presidente della Dc venne tenuto in prigionia per cinquantacinque giorni, fino all'uccisione con una scarica di proiettili nel petto. Il corpo verrà ritrovato nell'auto in via Caetani, a metà strada tra la sede della Dc e quella del Pci.